Silvana Stremiz – Morte
Da morti siamo tutti delle brave persone.
Da morti siamo tutti delle brave persone.
Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo persino il becchino sia triste.
Oh, dicono che la voce dei moribondi attragga la mente come un’armonia profonda. Non si fa spreco di parole quando ne restano poche, coloro che dicono le parole nel dolore dicono il vero.
Quando il cuor si spegnerà tutto svanirà anche la libertà…
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.
Siamo troppo educati per morire di fame. Moriremo di appetito.
Per molti quest’uomo è stato e non è più… destino comune di ogni animale mortale.