Silvana Stremiz – Poesia
Il poeta racconta sempre un po’ di sé… a volte quello che è, altre quello che vorrebbe essere.
Il poeta racconta sempre un po’ di sé… a volte quello che è, altre quello che vorrebbe essere.
La morte quando ti porta via a 21 anni non può essere un disegno divino…. Non riesco a crederlo e neppure voglio.
È poesia il silenzio che c’è tra due sguardi che si sorridono.
Dall’amico sincerità, non mille complimenti.
In un attimo puoi toccare il paradiso e saziare l’inferno di una vita.
Lo scrittore è come un segugio che scava per portare alla luce qualcosa nascosto in profondità. Mentre il cane si serve delle zampe per esplorare il terreno, lo scrittore si fionda nel baratro emozionale della propria interiorità. Il risultato non cambia: in entrambi i casi, si entra in contatto con una realtà preesistente e sconosciuta.
Se stiamo trascinando il noi non stiamo amando, stiamo compatendo, sopportando, accentando, subendo, ma non amando.