Silvana Stremiz – Sogno
A volte basta “un attimo” di sogno.
A volte basta “un attimo” di sogno.
Non possiamo trattenere chi nella nostra vita non vuole restare.
Ingorda di sogni, fisso le nuvole e rinchiudo nell’anima la luce che vorrei essere.
Ogni credente davanti all’eutanasia resta giustamente indignato. Tira fuori il nome di Dio e nel nome di Dio chiede pietà per la vittima. Ma se siamo in mano di Dio, se vogliamo che sia Dio a decidere, se deve essere fatta la sua volontà, perché l’uomo si ostina a tenere in vita il prossimo anche quando “non è più vivo”? Se l’uomo spesso non si ostinasse a tenerci in vita intubandoci, nutrendoci, salvandoci in quella fase di Vita che “Vita non è”, voleremo in modo naturale verso quel Dio che già ci attendeva e ci aveva chiamato a sé. Non è eutanasia morire senza “forzature dell’uomo”, ma è un sacrosanto diritto umano quello di morire in pace in modo naturale con dignità.
Solo quando i sogni vanno persi come lacrime nella pioggia è arrivato il momento di morire.
E non ditemi che sto sognando.
Si vive di sogni, si campa di realtà.