Silvana Stremiz – Stati d’Animo
È facile amare “il perfetto”, tutti ne sono capaci. Ma amare è amare solo se sappiamo amare anche “l’imperfetto”.
È facile amare “il perfetto”, tutti ne sono capaci. Ma amare è amare solo se sappiamo amare anche “l’imperfetto”.
Si ha bisogno di nuove aspettative, di nuovi sogni e di qualcosa in cui credere. Si ha bisogno di sentirsi a volte parte di qualcosa e di qualcuno e di non essere sempre solo un “momento”. Si ha bisogno di sentire che abbiamo messo finalmente le radici nel cuore di qualcuno che ha fatto rifiorire il nostro.
Ho imparato dalla vita che parecchie volte le certezze si frantumano sotto il peso delle incertezze, ma altre tante speranze, altri sogni nasceranno all’alba.
È tempo di nuovi giorni, di nuovi sogni e nuovi progetti. È il tempo in cui si “ricomincia” veramente a vivere, quel tempo in cui sorridi di fronte al mondo, a quello stesso mondo che fino a poco fa guardavi con distacco e rabbia. Hai uno sguardo diverso e tutto appare diverso solo perché sei diverso tu… dentro.
Ho sempre amato il mare perché nel suo profondo blu posso annegare i miei pensieri più tristi.
Capita di credere alla parola amicizia, ad una carezza o ad un abbraccio. Capita perché abbiamo abbracciato credendo, abbiamo amato amando. Capita anche se ci abbracciano con indifferenza, ci accarezzano con le mani senza il cuore. Capita perché non abbiamo considerato che poteva non esserci “amore”.
Non c’e nulla di più triste, delle parole che non hai detto, di gesti non compiuti. Di una mano non tesa, di una lacrima che non hai asciugato e una parola non ascoltata.