Silvana Stremiz – Stati d’Animo
Alcune persone non meritano il nostro sorriso, figuriamoci le nostre lacrime.
Alcune persone non meritano il nostro sorriso, figuriamoci le nostre lacrime.
Oggi una nuvola offusca la mia vita, spero sia passeggera e che domani ritorni il sole ad illuminarla.
Osservo tutto, ma faccio finta che non veda, ascolto tutto, ma faccio finta che non senta, provo tutto, ma mi vesto di indifferenza. Vivo due mondi paralleli dentro e fuori di me e sono entrambi densamente popolati.
La speranza è il sole che esce dietro le nuvole della malinconia, la determinazione è il forte vento che le allontana.
Nemmeno il vento riesce più a scompormi.
Le parole senza gesti, restano solo parole.
Tornando a casa, Pompeo pensa: Vivo sulla lama, mi com/muovo nei bassifondi, parlo coi ricercati dallo stato, brigo, mi procuro e dilapido milioni, poi, rischio, mi struggo, mi umilio, mi arrendo, poi mi faccio, e tutto torna bello più splendente di prima! L’alternativa è la birreria, il lavoro, il risparmio, il normale sfaldarsi del corpo, lo studio, l’amore, cerca, lo scemo naturale, il simpatico, l’antipatica, due + due fa quattro, sveglia alle otto, viaggi, incidenti in pullman, Milano, cene d’affari, e non valgono quei personaggi più di quell’altri, mutuati della felicità. Palle anche lì, peggio di qua. Vuoi mettere risorgere, risorgere, risorgere, risorgere. Vuoi mettere risorgere, risorgere, risorgere, risorgere, risorgere.