Silvana Stremiz – Vita
Le persone quando sono vive non si portano nel cuore, si amano. Sono i morti che portiamo nel cuore.
Le persone quando sono vive non si portano nel cuore, si amano. Sono i morti che portiamo nel cuore.
Chi sa aspettare la sorte rinsalda il proprio destino. Chi invece di fronte alla caducità della vita non domina il sentimento, spreca la sua esistenza oscillando tra sfrenata allegria e profonda tristezza, perdendo se stesso.
Ci sono persone che sono come palloncini gonfi di elio, in mezzo alla folla superbi, altezzosi, ma se non le tieni legate ad un filo, volano via per andare ad appassire da sole nel nulla.
E io che vivo di sogni, morirò di illusioni.
Sperare che il mondo ti tratti bene perchè sei una brava persona è come pensare che un toro non ti attaccherà solo perchè sei vegetariano.
Poi ti accorgi che l’età comincia a correre sulle responsabilità della ragione e non riesci più a vedere quanta luce facciano i fanalini posteriori, neanche quando spingi sul pedale del freno. La strada è lì davanti, ti tenta nella voglia di bruciare i tempi per arrivare nel prossimo domani, il cuore annovera i passaggi come se fossero sagome in caduta libera e si sofferma solo su quelle forme irregolari che sanno di diverso, rimettendo in discussione tutto, perfino quel ricordo che brilla di luce propria, ma che non potrà essere mai più forte di una nuova luce che irradia una nuova emozione.
Mai provato a morire e poi rinascere? Senza stringere in mano niente e troppe cose che ti stringono il cuore? Mai cercato di viaggiare senza limiti? Pur immaginando tanti orizzonti non sorpassabili?