Francesco Mauro – Vita
Mi sconvolgerai se scivoleraiNel mio Requiem che:La vista detergeNell’ignoto ti perdeBuio, RequiemSei me.
Mi sconvolgerai se scivoleraiNel mio Requiem che:La vista detergeNell’ignoto ti perdeBuio, RequiemSei me.
Chi lavora con le mani è un artigiano,chi lavora con le mani e il cuore è un’artista,chi non lavora proprio è un genio.
Quando eravamo piccoli e ci facevamo male le nostre madri, per minimizzare ci dicevano – non è successo niente, non è mica la morte d’uno-, adesso siamo talvolta costretti a pensare che è la morte d’uno, a volte, ad essere invece il male minore.
Non preoccupatevi di ciò che pensano gli altri, cercate il modo di essere felici e, se lo trovate, non fatevelo portare via da nessuno.
La vita non è mai come la vogliamo, a volte è buona, a volte è aspra, a volte è crudele e a volte diventa così insopportabile da volerla chiudere come un libro che hai iniziato a leggere ma già dall’inizio non ti piace. Così si fa un grave errore perché non si sa mai cosa c’è nella pagina successiva. Per poter vivere al meglio devi capire che sei tu lo scrittore della tua vita, tu la scriverai la pagina successiva, tu deciderai se questo libro finirà bene o male. La vita è come un diario tutto da scrivere, non importa se fai degli sbagli; tutto può migliorare.Può capitare che vediate una vita “migliore” della vostra e che la vogliate imitare ma la vita migliore e quella che vi costruite da soli, senza copiare da altri. Molti di voi diranno che hanno tanti problemi che non si risolveranno mai; proprio così si rovina una vita. Uno scrittore sa sempre come risolvere la storia, sa che alla fine la storia avrà un lieto fine e che il protagonista vincerà la sfida che la vita gli ha messo davanti.La vita è tutta una sfida, se riuscirai a vincere avrai pure tu un lieto fine. Continua a vivere con il sorriso stampato sul viso e vedrai che gli altri cercheranno di copiare da te. Vivi la tua vita!
Erano lì fermi. Gli occhi rivolti al domani. Un passato infelice, un presente che li tormentava, un futuro che forse non c’era.
La nostra immaginazione è tesa al massimo; non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste.