Silvia Nelli – Vita
Quando cresci solo cominci a vivere per te stesso e basta; solo dopo varie esperienze capisci che vivere per se stessi ma anche per gli altri rende migliori perché egoismo e potere a nulla portano!
Quando cresci solo cominci a vivere per te stesso e basta; solo dopo varie esperienze capisci che vivere per se stessi ma anche per gli altri rende migliori perché egoismo e potere a nulla portano!
Tutto è un caso.
Solo quando sei te stesso e cresci secondo natura, ottieni la realizzazione del tuo destino, ma l’uomo “moderno” confonde il “benessere” con il buon esistere…
Le meraviglie della vita quotidiana sono emozionanti. Nessun regista cinematografico sarebbe capace di comunicare l’inatteso che si incontra per le strade.
L’uomo cerca la felicità come un ubriaco cerca casa sua: non riesce a trovarla ma sa che esiste.
Tutti a dire che amano le persone sincere e poi vivono di bugie. Amano la coerenza per poi chiacchierare bene e razzolare male. Amano l’amore, la purezza, ma poi sono subdoli e viscidi. In realtà queste persone l’unica cosa che amano è se stessi, le loro idee e convinzioni. Certi di non sbagliare mai su niente e su nessuno. Ma cosa ne sanno della vita degli altri, delle loro scelte e del dolore, delle emozioni e del sacrificio che portano dentro e sulla pelle. Non sanno niente, sanno solo parlare, giudicare e se non è come piace a loro o come vogliono loro allora lo definiscono “sbagliato”! Gli sbagliati in realtà sono proprio loro che seguono la convenienza e l’opportunismo con la presunzione di pretendere pure ragione e di essere definiti “onesti”!
Se ci fermassimo un attimo a pensare alla nostra vita che tutti definiscono come una corsa senza fine, sapremmo bene però che una fine c’è ed è sempre la stessa per tuttiindipendentemente dal fatto di essere ricchi o poveri, belli o brutti, buoni o cattivi.Allora perché correre, proviamo a rallentare e a guardarci intorno. Viverla questa vita, giorno per giorno ogni singolo minuto in armonia con se stessi, con chi ci circonda e chi ci ama e pensare che l’importante, alla fine, non è la strada percorsa che conta, ma il come e perché la si è fatta.