Silvia Plath – Anima
Io non volevo fiori, volevo solamente giacere a palme riverse ed essere tutta vuota.
Io non volevo fiori, volevo solamente giacere a palme riverse ed essere tutta vuota.
Indosso bene la mia anima. Con ferocia e disumana dedizione.
L’eleganza è corpo e anima indossati in modo regale.
Talvolta crediamo di essere considerati, da qualcuno, persone speciali, soltanto perché “Qualcuno” ci viene a cercare… è una sensazione meravigliosa sentirsi indispensabili, ma non ci rendiamo conto che, a volte, ci facciamo trovare come se fossimo un diario segreto che quel Qualcuno può aprire e sfogliare ogni volta che desidera, annotando sulle pagine della nostra anima, parole che non ci riguardano, ma che suffragano il proprio egocentrismo… Frasi che crediamo nostre, ma che invece sono scritte sulle pagine sbagliate e che rileggiamo con tristezza, ogni volta che guardiamo dentro di noi.
Una carezza nel vento sa sempre dove fermarsi, sfiora e riscalda, il suo leggero tocco è silenzioso e freddo, ma l’anima vibra al suo ricordo.
Spesso, i sogni ti rapiscono, e ti riportano là dove la mente umana non andrebbe, passato, presente e futuro si mescolano e in un secondo la mente si spoglia da ogni inibizione.
Nei momenti di claustrofobia, quando mi assale la noiosa apatia, mi accorgo di avere un’ombra davanti alla mia.