Simone Ghisletti – Vita
Come è possibile che il colore della mia pelle può far di me uno straniero?
Come è possibile che il colore della mia pelle può far di me uno straniero?
A volte, il tempo è distruttivo: si moltiplica per dividere le strade e sottrarre le circostanze lasciando i ricordi, i pensieri malinconici e nostalgici che accompagnano le notti buie e le meditazioni vuote.
Sono lacrime di gioia quelle che scendono raramente sul tuo viso. Oggi le assaporo, le gusto e le lascio scorrere e filtrare sul mio sorriso. Quello che ho dietro me non fa più paura. Non mi frena e non mi ferma più. Non ho rimorsi, rimpianti ne niente da rimproverarmi. Forse solo una cosa… avrei dovuto cominciare prima a pensare a me… ad ascoltare me! Avrei dovuto tutelarmi di più, prendere prima possesso di questa sicurezza di me e non pensare mai nemmeno per un attimo che io sono “meno” di altri! Che io non posso farcela! Io sono io, valgo e oggi posso dire: “ce l’ho fatta”!
La vita non è una gara: non ci sono né vincitori e né vinti, ma solo spettatori di autogol.
La gabbia non è un compromesso per chi ha scelto di volare.
L’intuizione di un istante talvolta vale una vita di esperienza.
Il cielo mi ha chiuso la porta, la vita me l’ha aperta.