Simone Pirozzi – Libri
Quello che i sogni non dicono lo fanno le letture che uno decide di affrontare. Il libro: una scelta cosciente, per certi versi inquietante, e da tenere assolutamente segreta. Come i sogni, dopotutto.
Quello che i sogni non dicono lo fanno le letture che uno decide di affrontare. Il libro: una scelta cosciente, per certi versi inquietante, e da tenere assolutamente segreta. Come i sogni, dopotutto.
Il libro è un ritratto di parole sfumato da tanti sospiri.
La verità è che tutte le volte che sono salita in cima al SunTrust Building – compresa quella volta con te – e ho guardato giù, non ho pensato che quello che vedevo fosse di carta. Guardavo giù e pensavo che quella fatta di carta ero io. Ero io la persona leggera e facile da piegare, non gli altri. E qui sta il problema. Alle persone piace l’idea di una ragazza di carta. È sempre stato così. E la cosa peggiore è che anche a me piaceva quell’idea. L’ho coltivata, capisci cosa intendo? Perché è fantastico incarnare un’idea che piace a tutti, però non potevo essere quell’idea anche per me stessa, non sempre.
E la cosa tremenda è che più lei è str***a, e più lui l’ama.
Quando, dove o a causa di quale cataclisma gli uomini e le donne smarriscono quell’esuberante libertà dell’animo propria dell’infanzia? (da “La ragazza in blu”)
Ogni volta che si finisce un libro, c’è sempre uno strato di nostalgia perché ormai, quei personaggi, che in fondo non sono altro che lettere d’inchiostro, avevano preso vita e occupato un posto nel cuore. Ma… tutte le storie che amiamo hanno una fine ed è proprio perché finiscono che ne può subito cominciare un’altra.
Quando sono con altra gente (mi è venuto in mente stasera, mentre facevo il bagno a mio figlio) – non importa se estranei o molto vicini – c’è un pensiero che non mi abbandona: sanno tutti fare con naturalezza ciò di cui io mi sento assolutamente incapace: mettere radici.