Anonimo – Stati d’Animo
Letta su un muro: “ti sono debitore di emozioni”
Letta su un muro: “ti sono debitore di emozioni”
Riflettendo un attimo si scopre che: un sorriso, restituisce un sorriso, l’amore, restituisce amore, uno schiaffo finisce in lite, l’odio, prolunga l’odio e via dicendo. Sarebbe facile immaginare un mondo pieno di sorrisi e amore ed invece, siamo qua.
Ho i piedi ben piantati a terra e la testa tra le nuvole.
L’indifferenza è la presunzione di non dover sentire; l’insensibilità è il timore di poter sentire.
Lascia aperta la porta del cuore, il tuo cuore ti parla e non riesce a tacere.
L’occhio vuole la sua parte, il cuore tutto il resto.
Quando sei in disordine dentro, il mondo fuori sembra sempre troppo perfetto!
Se spengo la luce finirà tutto questo sentire? Per quanto? Per quanto devo continuare a sentire?
A volte mi è necessario camminare sulla strada della solitudine, l’esperienza mi viene incontro e il tempo lascia le sue tracce sul mio viso; respiro aria, sento il cuore che batte e mi accorgo di essere viva.
Hai mai pensato a come ci si sente dopo una sconfitta, che sia in amore o in qualsiasi altro campo? Male, anzi malissimo. Basterebbe questo a farci capire, che a volte il male che facciamo a noi stessi è senza senso. Se riflettessimo un po’ di più, se ce la prendessimo un po’ meno per quello che va storto, forse la nostra vita sarebbe un po’ meno complicata.
Cosa ho fatto ultimamente? Ho dato di stomaco in parecchi posti.
Sentirsi osservati troppo non è un buon segno.
Gli oggetti: orpelli congeniali all’uomo ed alla sua tendenza al dominio per ovviare al senso tragico della impossibilità di potere e dello scorrere inesorabile del tempo; gli oggetti: anello di congiunzione tra il prima, il dopo, i ricordi, i luoghi, le persone. Un oggetto concreto per ogni mancanza concreta.
Vedo che tu, come molti altri prima di te, hai scoperto le dolcezze dello specchio delle brame. Suppongo che ormai tu abbia capito cosa fa. Voglio darti un indizio: l’uomo più felice della terra guarderebbe nello specchio e vedrebbe solo sé stesso, esattamente com’è.
Dai alla gente qualcosa per cui piangere e smetteranno di chiederti qualcosa per cui sorridere.
Nessuno è e mai sarà cento per cento libero, e noi tutti siamo “nessuno”. Siamo e saremo sempre prigionieri delle nostre credenze, o delle nostre ideologie oppure delle nostre idiozie.
Stanotte non ho chiuso occhio, sono stata nel letto in silenzio e ad ascoltare il rumore dei miei pensieri.