Antonio Curnetta – Stati d’Animo
Quando non ami abbastanza te stesso, finisci per amare troppo qualcun altro.
Quando non ami abbastanza te stesso, finisci per amare troppo qualcun altro.
Io sono insopportabile, sono un disastro. Sono talmente difficile da non capirmi, talmente forte che nemmeno io saprei come distruggermi. Credi che sia facile entrare nel mio cuore? È in sofferenza piombaci, dopo aver assaggiato tutti i retrogusti dell’amaro. Le distruzioni sono state il mio innalzamento. Mi distruggo e mi rialzo. Ameresti un disastro? “
Preferisco essere una virgola che un punto.
Certi cuori sanguinano, silenti, stretti e rinchiusi tre la morsa di una spessa corazza. Non li puoi ne vedere, ne toccare, puoi solo percepirli. Ascoltali. Il loro battito è differente.
Ho acquisito, negli anni, questa capacità di apparire calmo mentre dentro di me tutto sta andando in pezzi. Funziona, funziona così bene che a volte mi viene da piangere perché nessuno si accorge che ho bisogno d’aiuto.
Ho timore della primavera che si avvicina, perché mi ha sempre fregato. Ha portato sempre sorrisi che sembravano sinceri, il sole negli occhi e ripararsi all’ombra di un abbraccio. Le illusioni, in questa stagione, sbocciano agevolmente.
Ci sono momenti dove hai tutto eppure senti che ti manca qualcosa.
Le parole vanno ascoltate, i silenzi vanno rispettati le emozioni vanno vissute.
La sofferenza si abbraccia alla disperazione, e rinasce con la speranza!
Certe solitudini sono come feromoni: chi le emette sa riconoscersi.
La paura mortifica i sentimenti fino ad annullarli. Chi non ha il coraggio di affrontare e decidere qualsiasi situazione si rifugia nella meschinità del pensiero… “e’colpa sua!”
Il tradimento! Mai lei l’avrebbe immaginato e questo la sconvolse e la travolse, da quel momento non fu più lei…
C’è differenza tra l’abbraccio di chi ti vuole bene e chi ti ama. Nel primo puoi respirare, staccarti e tornare a casa da solo. Il secondo ti toglie il fiato, non puoi tornare a casa perché sei già a casa.
Domani voglio un “buongiorno” con i raggi addosso mentre fuori piove, con le carezze che arrivano da lontano, profumi di mandorlo e cedro, colori di pesco e giallo mimosa. Io ho paura, tu non averne, ma se ne hai, ti prego di dirlo a me così che io possa difenderti dai “non so” e dai “non pensavo”. Senza promesse, senza pretese, senza inganni, senza domani, è questo che allontana, il non vivere i minuti ed i secondi, ma pensare ai mesi ed ai tempi che fuggono dalla possibilità e che costringono entro le cesoie dei “devo”.
Il male peggiore è la durezza del cuore.
Non ho mai detto di essere migliore ne peggiore di nessuno. Sono semplicemente me stessa. Io con i miei pregi, io con i miei difetti ma soprattutto io e il mio cuore.
Solitudine: punto di partenza o di arrivo?