Claudia Marangoni – Stati d’Animo
Ci sono persone che si mostrano normali ma che dentro hanno un delizioso groviglio di complicazioni.
Ci sono persone che si mostrano normali ma che dentro hanno un delizioso groviglio di complicazioni.
Mi piacciono le persone che sono gentili con il mondo anche se il mondo è stato crudele con loro.
Davvero non lo vedi? I miei occhi stanno vomitando l’animo.
I pensieri si aggrovigliano come serpi, si confondono e mi aggrediscono, e io cado nel vuoto.
Lontano, oltre, ovunque sono avverbi mentali, non di luogo.
Ci sono emozioni che sono talmente tenere che vivono nel silenzio, non hanno parole solo comprensione e sensazione. Comprendi che le parole non ti servono più. E senti dentro te che sei in pace.
Quelle come me sono sempre controvento, ci credono sempre quelle come me hanno l’abisso dentro e il sorriso in punta di labbra. Quelle come me vivono di emozioni, ci affogano dentro e si sciolgono come neve al sole per una carezza, quelle come me non se ne vanno e se lo fanno è perché le hai mandate via. Quelle come me ci sono sempre e si danno tutte e continuano a dare ancora, ancora e ancora senza chiedere mai. Quelle come me sanno aspettare, aspettano e amano in silenzio aggrovigliandosi il cuore zuppo d’amore. Quelle come me hanno l’anima dannata, fottuta, persa, in un paio d’occhi di brace che ti attraversano e ti squarciano in due per come ti violentano il cuore. Quelle come me vivono di brividi sulla pelle, e respirano desideri e sogni che forse non si avvereranno mai.
Io non sarò nessuno ma, sono quel nessuno che ha qualcosa che a molti manca, la dignità!
Vivo vibro e fremo, sospesa, senza fiato, viaggiando su due binari opposti la luce e il buio c’è una parte oscura di me che mi fa tremare, amare e odiare, restare e scappare. Ho due occhi ma è come se ne avessi mille, ho sensazioni che sfiorano verità nascoste, ho pensieri che non sempre dico, ho lacrime nascoste dietro sorrisi e interminabili silenzi colmi di assordante rumore. Ho giorni pieni di dubbi, domande e risposte che non voglio trovare ho verità nel cuore e negli occhi che fanno finta di non sentire e di non vedere. Ho tempeste, tormenti e incendi dentro ho sospiri che sfiorano e accarezzano l’abisso dell’anima. Ho ricordi che tengo stretti tra le mani che mi abbracciano da sola.
È solo durante un impetuoso temporale che capisci chi sono le persone di cui ti puoi fidare davvero. Quelle che nonostante tutto ci saranno sempre. Quelle che tengono a te davvero e non hanno paura della tempesta! È solo li mentre rischi il tutto per tutto, che le idee si schiariranno e avrai certezza di tante cose, soprattutto capirai, quali saranno le persone da cui allontanarti e quelle da tenerti strette!.
La serenità è al di sopra della nebbia.
I veri arcobaleni sono sempre più difficili da vedere, figuriamoci da riconoscere! Pura utopia.
Ho sempre pensato alle persone come ad arcobaleni, tanti colori, mille sfumature. M’è sfuggito il fatto reale che dietro agli arcobaleni, ci possano essere letali fulmini. Presa… Incenerita! Grazie della considerazione.
Il mare in tempesta come un tumulto dentro di me.
A tutti quelli che ci dicono che siamo sbagliati, che ci accusano di essere peggiori e ci danno colpe e facce che non abbiamo. A tutti quelli che pensano che ciò che loro pensano, dicono e fanno sia il “giusto”. A tutti quelli che della loro vita non guardano mai una virgola, ma amano mettere, giudicare e criticare ogni “punteggiatura” della nostra; diciamo: “andate a farvi fottere”! Non siamo migliori di voi, ma certamente voi non sarete mai migliori di noi!
C’è sempre un problema con le persone forti: si crede, sbagliando, che non abbiano mai bisogno di una mano, di un aiuto, di un abbraccio, di un “eccomi, sono qui per te”.
Sono fatta così, i piedi per terra e la testa sempre un po’ per aria, distratta, persa dietro ad un sogno. Vivo di emozioni. I pensieri io li respiro, a pieni polmoni. A volte aprono una breccia nel mio essere e allora li lascio scorrere. Voglio che vivano, che mi raccontino, voglio sentire il loro cuore che batte. Perché un pensiero è la creatura di un’anima e quando mi penetra sottopelle una scheggia di quell’anima mi appartiene.