Stefano Alesi – Politica
Il passo alla politica è un cambio ginecologico, si resta persone colte fino a che si studia e si diventa parassiti quando si pratica la professione.
Il passo alla politica è un cambio ginecologico, si resta persone colte fino a che si studia e si diventa parassiti quando si pratica la professione.
Il progresso deve averlo cominciato qualcuno che non si accontentava di niente.
La radice del malessere è nascere egoisti.
Un demagogo che abbindola il suo popolo è certamente più falso del tiranno.
Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. L’elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c’è stata e non c’è fino ad ora –se ci sarà lo dirò– una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti. C’è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestriere, quello del comizio politico “de paese”, “de borgata”, quello violento, duro, in cui le è scappata anche la famosa espressione “razza ebraica”, perché la ragazza è molto ignorante. La cosa che mi dispiace è la violazione del sacro canone del mestiere dell’attore. Uno fa la satira, punto e basta. Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane.
Nascondere qualcosa per un contabile è un delitto, per un politico un’arte.
Probabilmente a quella che oggi viene definita antipolitica, o quasi con disprezzo qualunquismo verrà riconosciuto nel prossimo futuro il merito di essere stato il primo segnale di un sano ritorno alla ragione da parte di molte persone.