Stefano Del Degan – Sorriso
Il dazio dell’abbandonarsi nel Sogno è un Sorriso.
Il dazio dell’abbandonarsi nel Sogno è un Sorriso.
Il silenzio può torturare, ma in esso navigano sinfonie, rispettandolo si possono trovare la Luce e il Vento… che imperano, indicandoti il tortuoso cammino fatto di continui saliscendi, nel fascino delle nebbie e del grigiore che ci avvolge…
Quante favole siamo costretti a raccontarci ogni giorno per arrivare a fine giornata senza perdere il sorriso.
Non servono regali per essere felici.
Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario”. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico.
L’uomo gioisce del sorriso di chi gli sta accanto… ma a volte, l’uomo ha paura di essere felice.
Senza il sorriso dei bambini vivremo nel buio di una valle sconosciuta.