Stefano Del Degan – Stati d’Animo
Non solo sento e percepisco, bensì sono in grado di domandarmi che cosa sento e percepisco, nonché anche d’indagare che cosa significhi per me ciò che sento e percepisco.
Non solo sento e percepisco, bensì sono in grado di domandarmi che cosa sento e percepisco, nonché anche d’indagare che cosa significhi per me ciò che sento e percepisco.
Odio quelle persone che dicono di essere felici o di stare bene quando in realtà non lo sono affatto e si mostrano sotto un falso profilo! Le odio perché le trovo finte. A questo mondo sottolineo che nessuno ha una vita perfetta, “rose e fiori” e siamo costantemente felici e infelici allo stesso tempo per via di determinate situazioni in cui ci ritroviamo, che ci piacciano o meno! Odio quelle persone che si reputano inutili, che pensano che crolli il mondo su di loro da un momento all’altro, sulle loro spalle e sui loro problemi. Le giudico persone poco razionali e ipocrite. Se ci sono dei problemi, si parla, ci si esprime, ci si confronta! Non serve nascondersi, è inutile discutere di cose belle quando tutto è uno schifo e non va come vorremmo. Tutti sbagliamo, tutti finiamo in situazioni da cui preferiremmo scappare ma spesso non possiamo, non c’è una via di fuga e dobbiamo affrontarle!
Dovremmo ricordarci, ogni volta che qualcosa ci fa male, che non è il caso di erigere metri di mura attorno al nostro corpo e di farci gelare il sangue. Perché saremo chiusi in un loculo per l’eternità una volta morti, e avremo un cuore marcio per tanto tempo. Le emozioni non ce le portiamo nella tomba. E la vita, nel bene e nel male, è anche questo. Se non lo facciamo, siamo già morti.
La mente è un’abile tessitrice. Getta la rete nel passato e si abbuffa di ricordi. Bulimica, aggiunge fantasie ai frammenti mancanti, fino a dipingere l’illusione che ieri era tutto molto più luminoso. Eliminando i ricordi, evitando di attaccarsi a loro, si riesce a percepire molto meglio il colore di un’emozione che non c’è più. È passata. E forse doveva andare così.
Ci sono anche quando i tuoi occhi non arrivano a vedermi.
Conosco il mio corpo. Un’onda sulla quale galleggia la libidine. Conosco la mia mente. Cassetti scricchiolanti che sarebbe meglio non riaprire. So darmi, so dirmi. Saprei anche stare da sola se solo lo volessi. Se solo lo volessi. Perché riesco ad avermi tutta quanta ma non arrivo a bastarmi.
Sono stanca di inseguire sempre gli altri, di colpevolizzarmi per cose di cui non ho colpa, cercando di salvare il “non salvabile”. È giunto il momento di lasciare andare via le persone che si sono allontanate da me. E quel momento è arrivato proprio adesso.