Stella Daniels – Felicità
La incontrai, era vestita del suo sorriso e mai più la dimenticai. Era la mia felicità.
La incontrai, era vestita del suo sorriso e mai più la dimenticai. Era la mia felicità.
Un tavolo, una sedia, un cesto di frutta e un violino. Di cos’altro necessita un uomo per essere felice?
È impossibile rinunciare alla felicità, si può solo se non la si è mai conosciuta.
Oggi fra gente che brinda alla sua laurea, al proprio matrimonio, alla nascita del proprio figlio, io brindo alla mia rinascita.
La felicità sono i frammenti d’un sogno, che noi rendiamo immenso.
Che fantastica sensazione accarezzare un’emozione!
Cosa ci gridano dunque l’avidità e l’impotenza se non che un tempo nell’uomo c’è stata un’autentica felicità, di cui ora gli rimangono il segno e l’impronta vuota, che egli tenta invano di riempire con tutto quanto lo circonda, promettendosi dalle cose assenti l’aiuto che non ottiene da quelle presenti, ma invano, perché questo abisso infinito non può essere colmato che da un’infinita e immutabile realtà, cioè Dio stesso.