Stephenie Meyer – Morte
Più affondavo nell’acqua nera e gelida, più mi sentivo fiera di me. Non ci fu nemmeno un istante di terrore: soltanto adrenalina pura.
Più affondavo nell’acqua nera e gelida, più mi sentivo fiera di me. Non ci fu nemmeno un istante di terrore: soltanto adrenalina pura.
Prima o poi arriva per tutti, il momento di calare il sipario.
I suoi baci non mi spaventavano. Non era più come quando sentivo la paura e il panico sfuggire al suo autocontrollo. Le sue labbra non erano più ansiose, ma entusiaste e impazienti come me all’idea di avere una notte tutta per noi.Continuò a baciarmi per diversi minuti, accanto all’entrata; sembrava meno guardingo del solito, le sue labbra fredde desideravano le mie.
La morte, per chi resta non è un dolore ma è disperazione pura. Questo pur considerando l’ipotesi dell’eternità.
Alla vigilia di uno dei miei compleanni sognai il mio decesso, ma, non so perché, mi svegliai nel momento dell’ultimo sospiro. Magari non fu un sogno. Forse, invece, fu uno dei tanti errori commessi dalla Signora Morte, oppure semplicemente non era ancora arrivata la mia ora.
Prima a volte ci addormentavamo con una canna adesso invece c’è chi spera di farlo, e per sempre, alla canna del gas.
I suicidi sono solo degli impazienti.