Claudia Marangoni – Morte
Niente ci uccide di più di ciò che non abbiamo detto.
Niente ci uccide di più di ciò che non abbiamo detto.
Non importa in quanti pezzi il vostro cuore si è rotto ma chi vi accompagna a rimetterli insieme.
Invidio i morti, e solamente con loro mi cambierei.
La morte è la conversione dello spettro che ci racchiude verso il giudizio finale.
Il sale scende dagli occhi, le labbra mi bruciano d’amore.
Mi sveglio e inizio a sentire un forte dolore al cuore, abbasso lo sguardo e lo vedo sanguinare. Mi sento fragile, ho mani fredde, il mio corpo non risponde. Mi lascio perdere, oramai è finita, sono stato abbattuto per l’ennesima volta! Mi passan davanti tutti i miei bei ricordi e tutto il male che ho ricevuto e sono riuscito a dare per difendermi, sono stanco, molto stanco. Scuoto la testa un po’ verso destra per intravvedere uno spiraglio di luce e noto un limpido e accecante fascio bianco. Oh, ahimè, eccoli! Sono scesi sulla terra per venirmi a prendere. Sono pronto mio signore, ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di resistere fino adesso, ma sono stanco, molto stanco. Questo mondo non è mio, non è mai stato mio, esiste molta ipocrisia, invidia e gelosia sulla nostra via, impossibile abbatterla da solo. Mi lascio andare, i miei occhi si chiudono e il mio corpo e il mio cuore smettono di vivere. Addio mondo cattivo, addio.
La nascita è il sonno dell’anima, è l’oblio; la morte è il risveglio.