Stephenie Meyer – Stati d’Animo
“Ti odio, Jacob Black”.”Mi piace. L’odio è un’emozione forte, passionale”.”Te la faccio vedere io la passione”, borbottai tra i denti. “L’assassinio è il crimine passionale per antonomasia”.
“Ti odio, Jacob Black”.”Mi piace. L’odio è un’emozione forte, passionale”.”Te la faccio vedere io la passione”, borbottai tra i denti. “L’assassinio è il crimine passionale per antonomasia”.
Non arrenderti quando sei in bilico sul ciglio di un burrone, finché non cadi sei ancora vivo per agire.
Quello sgomento che ti prende di fronte all’imperversare del male nel mondo non comunicabile.
Pochi sanno cosa vuol dire piangere nel ripensare alla propria vita. Io lo so e ho paura. Paura di quello che una volta una persona mi ha detto e cioè che ogni persona ha la sua dose personale di dolore, contata, limitata e che poi, una volta esaurita, non lo si prova più, ma si riceve solo felicità e serenità. Ho paura perché la mia dose sembra inesauribile e perché continuo a sperare. “La speranza è l’ultima a morire” e hanno ragione. Se smettessi di sperare non so cosa mi rimarrebbe. Ma sperare fa anche paura. Io spero che tutto questo finisca e che la mia anima possa drogarsi finalmente con dosi di felicità, ma non succede. Non sono sicura di volere conoscere il mio limite. Vorrei tanto che la mia dose di dolore non lo superasse.
Capita a tutti di sentirsi stupidi davanti a così tanta sicurezza, capita a tutti di scambiarla per intelligenza. Soprattutto a chi sicuro non è.
Un uomo è fatto da ciò che riesce a nascondere, anche a sé stesso.
Quando guardo una vecchia fotografia il mio cuore si riempie di malinconia. Non mi manca quello che ero, mi manca quello che avrei potuto essere.