Stieg Larsson – Libri
– Dragan, io ti eccito?- Che cosa te lo fa credere?- Il modo in cui mi guardi, e il modo in cui non mi guardi. E le volte in cui sei stato sul punto di allungare la mano per toccarmi, ma ti sei trattenuto.
– Dragan, io ti eccito?- Che cosa te lo fa credere?- Il modo in cui mi guardi, e il modo in cui non mi guardi. E le volte in cui sei stato sul punto di allungare la mano per toccarmi, ma ti sei trattenuto.
Non c’è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti ad una macchina da scrivere.
Nessuna cosa gli avrebbe fatto dolore quanto l’esser da lei creduto un uomo comune.
Tuoni in lontananza. Il guizzo bianco di un lampo ha illuminato la cucina. (ho avuto un pensiero sciocco: Dio ci ha appena scattato una foto?)
Questa volta Dio non ce l’ha con me. Mi ha gettato nel mondo della mia testa per farmi superare la paura di me stessa. Non voglio deluderlo. Fanculo la paura, fanculo me stessa. Sono più forte io. E non permetterò che un sentimento mi uccida lentamente.
Lei sorrise. Fu come la luce del mattino nell’oscurità; gli accarezzò il cuore e lui si ritrovò innamorato, in uno spasimo di passione.
Tutto era verde: gli alberi, i tronchi coperti di muschio, che ne avvolgeva anche i rami come un baldacchino, la terra coperta di felci. Persino l’aria, filtrata dalle foglie, sembrava verdastra.