Susan Randall – Acqua
Mentre ascolto il mare la pioggia bagna il mio volto. E, è bello ascoltare le onde mentre la pioggia ne accarezza il volto!
Mentre ascolto il mare la pioggia bagna il mio volto. E, è bello ascoltare le onde mentre la pioggia ne accarezza il volto!
Così, con un gesto devoto, bere l’acqua nel cavo delle mani o direttamente alla sorgente,…
Mi limito a guardare gli altri che, nell’acqua, indossano una maschera per toglierne un’altra, per essere se stessi in un posto che non ti giudica dal numero di parolacce che dici al giorno, se menti o se non credi in Dio. Ti parla nel silenzio e tu nel silenzio l’ascolti e rispondi.
Come Adamsberg vorrei giocare con un ramo nella Senna e aspettare la mia Camille. Lei c’è e sente quello che sento io.
Fragili e fuggevoli, onde marine, mutano nella loro bellezza perdendosi sulla sponda, ai confini del giorno.
Quando stai in acqua non puoi parlare, ascolti solo il rumore del tuo respiro, il rumore delle bracciate… pensi senza pensare, pensieri stupidi… finisco la quinta vasca, inizio la sesta… pensieri che ti svuotano, riflessioni senza peso, pensieri di pura felicità.
Perché non vedi oltre a quel che vedi. Guarda il ghiaccio. Non è solo ghiaccio. Era acqua, liquida, senza forma né colore che scorreva e che facevi fatica a trattenere con le sole mani. Perché non vedi oltre a quel che vedi. Io non sono ghiaccio, io sono acqua.