Susan Randall – Destino
Prima o poi acchiappo il destino, e quando ci riuscirò a quattr’occhi gli chiederò, ma che cazzo hai combinato ti sei perso la strada!?
Prima o poi acchiappo il destino, e quando ci riuscirò a quattr’occhi gli chiederò, ma che cazzo hai combinato ti sei perso la strada!?
Io lo voglio sapere: qualcuno mi dice cosa c’è sull’altra faccia della luna? Perché si nasconde, perché non si rivela, io lo voglio sapere, mi hanno detto che è di una bellezza straordinaria, io la voglio vedere, anche se già l’amo da morire!
La pioggia non cesserà ma non ci fermeremo, siamo determinati, siamo spietati, come i soldati in marcia verso il campo di battaglia, con il terrore congelato nelle vene. Come la madre che affronta il nemico per salvare i propri figli, con la paura che le strozza la gola. Come il povero che ruba il cibo per la propria famiglia, rischiando la condanna più crudele. Noi siamo determinati e spietati marceremo, determinati e spietati conquisteremo, determinati e spietati faremo inchinare il destino dinnanzi a noi!
Percorri il tuo sentiero e raccogli ciò che trovi sul tuo cammino. Tutto insegna, tutto serve, anche quelle cose che fanno male.
Sul corpo vi è la mappa della vita, vita camminata, vita pesante, forse troppo, ed è sul corpo che la vita scrive ed altri leggono, ma è nell’anima che profonda restano le cicatrici sanguinante!
Destino…Quel concetto pazzesco per cui noi non siamo responsabili del corso che prende la nostra vita, che è tutto predestinato, scritto nelle stelle.E anche se ognuno dei nostri uomini, ogni bacio, ogni pena d’amore, ogni cosa è preordinata da un catalogo cosmico, non corriamo comunque il rischio di fare un passo sbagliato al di fuori della nostra personale “Via Lattea”?Si può fare un errore e perdere il proprio destino?
Sorrido ai romantici, e mi dico evviva coloro che si perdono dietro ai sogni colorati, evviva coloro che senza tempo, restano nel colore dell’amore, evviva ancora a chi crede che il tempo si sia fermato, in un sorriso regalato, in uno sguardo dato, in una carezza mai persa, evviva ancora a chi osa credere che l’amore è vita!