Susan Randall – Stati d’Animo
Mi son chiesta, ma il destino esiste? O è solo l’ultima spiaggia dispetatala della speranza del disperato? Chissà perché ma non riesco a rispondermi!
Mi son chiesta, ma il destino esiste? O è solo l’ultima spiaggia dispetatala della speranza del disperato? Chissà perché ma non riesco a rispondermi!
Quando sei solo, ti senti solo, è fantastico. Serata nulla, fatta di gotti, una birra gelata, le gocce che scendono, una buona sigaretta. Cosa voler di più? I Rolling Stones che suonano. Noi siamo tutto, non chiedere nulla di più, rock’n’roll.
Ci sarebbe voluto il sole, invece c’ho messo il sale e mi è toccato navigare per questo mare come un pirata, immergendomi in un illecito amore e facendo razzia di coscienza, distruggendo il buono ed il bello, depredando la speranza, uccidendo e mortificando la mia essenza. Sono il capitano di una vecchia nave che arranca, senza vele gonfiate dai venti, senza ancora per ormeggiare, imbarco acqua e c’è il rischio di affondare.
Il mare è una stanza di cristallo, dove si nascondono i tesori più belli della terra.
Io non capisco se il vuoto è in me o se io sto nel vuoto.
Voglio rimanere solo nel mio silenzio. Bloccare il tempo e capire se sono io che sbaglio sempre oppure è il mondo che gira cosi.
Sono la somma delle mie solitudini, al netto delle mie inquietudini.