Susan Randall – Stati d’Animo
Sai che c’è? Che alla fine della giornata ti rendi conto che nessuno ti capisce veramente!
Sai che c’è? Che alla fine della giornata ti rendi conto che nessuno ti capisce veramente!
Quanto ho sognato la serenità, adesso che fa parte di me vorrei non sentirla più svanire. Finalmente ho quel senso di pace interiore, quel sorriso lieve al mio risveglio, quel ronzio fisso nella testa provocato dai sogni e quella strana sensazione allo stomaco di fame, fame di vita.
Il tuo stato d’animo si riflette su tutto ciò che ti circonda. Non puoi vedere gioia se pensi tristezza. Non vedi sfumature di colori se i tuoi pensieri sono solo neri.
Le paure affliggono l’anima impedendoci di vedere ciò che è di bello, ma invisibile agli occhi.
So di aceto e limone, pungente sulla lingua, brucio sulla pelle. Aspra! Chi non sa diluirmi con la vaniglia dice di me che sono acre. Io mi preoccupo di non essere amara, nonostante i fumi delle pozioni tossiche inalate. Ricordo flebo di veleni somministrarti endovena, sottocute che creavano strati di rancore tra il cuoio e le arterie. E sono scappata nella notte, alzata da quel letto di droghe e soporiferi letali, rintanata come animale impaurito negli antri di boschi solitari e nebbiosi, tra le belve sanguinarie, aspettando l’alba sotto alberi spogli e durante piogge incessanti. Grondante e trafelata. La mia forza mi ha portata a bordo strada, non voglio passaggi da nessuno io, ma camminare sull’asfalto è assai diverso che camminare tra roghi e sterpaglie.
Se stai male e la tua rabbia vuole prendere il sopravvento. E le tue delusioni sfociano in atteggiamenti che non tutti possono capire e si fanno un idea di te quasi sempre sbagliata. Ricordati che nella vita in questa vita non sei da sola/lo quindi se hai gli attributi non sfogare la propria rabbia o delusione che sia in atteggiamenti che solo chi ti conosce bene comprende, alzati e fai che la tua vita migliorie.
Il silenzio che avvolge il pensiero, nel meriggio che attende la sera, somiglia allo scuro d’un cielo, che vuole il suo sole scordare, perché non s’è visto tornare.