Susan Randall – Tristezza
Mi hai regalato una rosa, ma avevi dimenticato di toglierne le spine, il bocciolo si è aperto, i petali son caduti, le spine son rimaste.
Mi hai regalato una rosa, ma avevi dimenticato di toglierne le spine, il bocciolo si è aperto, i petali son caduti, le spine son rimaste.
Le lacrime che si versano non sono mai inutili, perché sono la piena dimostrazione che ciò che proviamo viene direttamente dalla nostra anima!
Superato il limite del dolore, non versi più lacrime.
Cala leggera la notte, come rugiada ti posi sull’anima, notte tu follia dell’amore, notte che svegli i sensi dell’anima, sei bella tu notte, nel tuo silenzio, notte mi perdo nelle tue braccia notte dopo notte, io vivo in te, nelle mie lunghe notti di sogni!
Anche con il perdono spesso le vecchie ferite restano vive.
Non vi è dolore più forte dell’anima.
Senza te mi sento come un aquilone che non può volare perché non c’è vento, come il cielo grigio quando non c’è il sole, come un fiore senza acqua, che pian piano sta appassendo, sta morendo, io sto morendo dentro, nel profondo della mia anima, e nascondo la mia sofferenza dietro il mio volto stanco di dover fare sorrisi falsi. Tutto ciò l’ho voluto io, perché ho tappato le ali al mio cuore, e non posso incolpare nessuno per la mia atroce sofferenza. Sono l’artefice del mio male.