Thomas Mancin – Destino
Ogni cosa al suo posto; ogni cosa al suo tempo; ogni cosa non è a caso.
Ogni cosa al suo posto; ogni cosa al suo tempo; ogni cosa non è a caso.
Ci sono momenti nella vita in cui i punti di domanda sono tanti e si protraggono per molto tempo, e ogni volta che tu spunti una scadenza, quella non è mai l arrivo ma un punto di partenza!La terra su cui camminavi improvvisamente ti viene a mancare; non è sparita Semplicemente la grandezza del tuo animo ha iniziato a volare alto sempre più in alto. Questo fanno le persone che non s arrendono, non sopravvivono nella disperazione vivono inventando migliori soluzioni.
Secondo me tutte queste congetture sull’amore, queste tecniche per conquistare e i metodi per trovare la persona giusta, non servono a niente. Credo nel destino.
Nascosto in piena vista al centro del corso addobbato a festa, l’uomo senza tempo se ne stava li a suonare il suo strumento fatto con le vite degli altri. La sua anonima melodia è solo da cornice per quel fanciullo che vive mostrando il suo aquilone, ridendo del nostro affanno e mostrandoci quanto il poco sia la vera ricchezza…
Il destino?Certo che esiste… è una maglia di vimini intrecciata, non una sbarra di ferro, non va in una direzione, ne va in molte e al contrario di una sbarra di ferro, il destino, può essere piegato da chi è abbastanza forte!
Può forse essere vero quello che va contro millenni di oppressioni, realtà nascosta e ipocrisia difesa con ogni altrui vita, e che il delitto spiega; l’oscenità degli angeli bianchi e gli angeli neri, furiose belve assassine dietro la maschera che rappresenta la vera forma e le vere intenzioni del Padrone, è l’unica cosa che svolge la storia del Mondo. Nell’ingordigia della Razza divina che l’ingannatore mandato sulla terra già cercò di costruire, sta tutto il male che odia e agisce nascostamente, e tutto vuole. La scaltrezza certo aiuta Dio, suo figlio e i suoi angeli, essendo probabilmente forme di vita più evolute. Ma questa volta… non è che sia diverso? Il limite di quello che dopotutto è una creatura (e sempre resterà tale), non è forse un male più grande di lui perpetrato da lui stesso? Non sono forse le conseguenze che già superano la materia, che quest’essere chiamato “Dio” ha cercato di scavalcare con il male, l’abuso, l’ipocrisia? Da creatura a creatura: non è questa volta un sopruso che ti sovrasta, sottilmente ingestibile nel tempo che perderà ogni vita nelle vane angherie senza rimedio?
Perdersi in qualcosa di così stupidopiccolo, una cosa così insignificantee rendersi conto di quanto essa possa essere grandiosamente infinita.