Tommaso d’Aquino – Religione
Chi spera la beatitudine eterna niente considera arduo a confronto di tale speranza.
Chi spera la beatitudine eterna niente considera arduo a confronto di tale speranza.
Dio mi parla con la voce del mare.
Ho sempre pensato, e forse è un azzardo, che il mistero dell’Incarnazione fosse più grande di quello della Risurrezione.Perché un Dio che si fa bambino e poi uomo, quando muore non può che risorgere.
Il mondo materiale non l’ha creato Dio, ma il demonio, conosciuto dagli gnostici come “il Demiurgo”; il piano di Dio era una realtà perfetta in cui esisteva solo la vita spirituale e non c’erano né limiti ne sofferenza, ma poi il Demiurgo (probabilmente nel momento in cui è avvenuto il Big Bang) ha imprigionato le anime in queste gabbie che noi chiamiamo “corpi” e le ha condannate a vivere lontano da Dio, in un mondo creato da lui dove non c’è giustizia assoluta e dove siamo limitati dalle leggi della fisica.Quindi la morte non è una fine o una condanna, è una liberazione, perché la vita materiale è l’inferno, anche quando il mondo ci appare come bellissimo non è altro che un subdolo inganno per farci preservare un po’ di attaccamento nei confronti della nostra prigione.
Noi non siamo Cristiani. Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo.
Per la chiesa esiste Dio ed esiste il diavolo, cioè esiste il bene ed il male; per l’umorista non esiste ne l’uno ne l’altro, ma esiste l’uomo e bisogna cercare di migliorarlo.
I buoni spiriti simpatizzano con gli uomini buoni, per migliorare. Gli spiriti inferiori, con gli uomini viziosi che possono diventare dipendenti. Di qui il suo attaccamento, a causa della somiglianza delle sensazioni.