Umberto Eco – Abuso
Io ho un motto: dottore, tutti i paranoici mi perseguitano.
Io ho un motto: dottore, tutti i paranoici mi perseguitano.
Il mondo è in mano a dei cretini che si credono immortali!
L’eleganza non è appariscenza o esibizione.È stile nel trovare equilibrio di buon gusto, scelte precise e cura dei dettagli.
Se vuoi eliminare il Vizio, devi uccidere il Peccato ma se vuoi Divertirti… devi privarti della consapevole Ragione!
La fortuna aiuta gli audaci… peccato però, che non sappia distinguere quelli con buone intenzioni da quelli che invece raggirano, sfruttano, rubano, imbrogliano… corrompono e vivono in case costruite con cemento e lacrime, sudore… e sangue di chi invece la loro audacia non ce l’ha!
Non è tra le fauci di un leone che troverai protezione, liberati, non avere paura, i denti aguzzi strazieranno la carne fino a farti sanguinare, ma liberati, libera i passi, libera l’anima, libera la mente, ne porterai i segni, ma liberati, liberati.
Ogni argomentazione dovrebbe essere ascoltata, e prima di vederla come ostacolo al futuro, tacciando lo scrittore di essere satana, l’autorità suprema dovrebbe forse considerare il fatto che ad un grande male ne consegue sempre un altro. Il destino sceglie qual è la strada migliore, imparziale perché conosce ogni cosa e sa distinguere sempre la scorrettezza che vuole sostituirsi all’onestà, cercando di inoculare alla giustizia la sconvenienza con l’organo genitale di Dio, il serpente bianco, la siringa, anche senza bisogno di muoversi, per portare la morte del bene e ingravidare in questo modo le sue seguaci, anche quelle sterili, costruendo la carne con il massacro dell’innocenza. Lo scopo è interpretarla come la vede Dio, perderla nell’oscena spirale considerandola una minaccia al suo male e prevaricazione. Salvare i figli divini e farabutti per scambiarli col bene, invidiando il talento e l’intelligenza che non appartiene ai suoi, facendoli apparire come non sono. Si segue una strada già tracciata su una nave, il Mondo, che trascina tutto con sé. Illudendo, coprendo un fondamentale errore di calcolo che tuttavia resta, di una entità che crede di fare tutto giusto nel suo piano di dominio, conquista, conversione o morte, ma che in realtà fa acqua da tutte le parti.