Umberto Saba – Frasi sull’Italia e gli Italiani
Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi… Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli.
Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi… Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli.
Dove sta l’inceppamento dell’intelligenza italiana? Nella forma o nel contenuto? Qualità dei germogli e quantità non sembrano il problema.
In Italia quando si parla di crisi si dà per scontato che si riferisca a quella economica. Ci sono tanti tipi di crisi. E ultimamente il termini crisi è sulla bocca di tutti. Per me la crisi economica è solo secondaria. La vera crisi, in Italia, è quella dei “valori”
Mi hanno detto che non c’è più posto per i sognatori. Non ho voluto crederci!Mi hanno detto che un giovane non può desiderare di avere una famiglia. E io non mi sono lasciato persuadere!Mi hanno persino detto che la vita “non si vive più”, oggi si “sopravvive”. Ma io non gli ho dato retta, odio i pessimisti!Infine mi hanno detto che viviamo in Italia. Così nel guardarmi attorno ho capito. È tutto vero.
Sono convinto che il popolo inglese, sottoposto alle situazioni che dal 1530 avvelenano l’Italia in tutte le maniere e da ogni parte, sarebbe più disprezzabile.
L’italiano è una lingua straordinariamente complessa, armoniosa, musicale, che profuma di caffè, storia, arte. È un vero peccato che sia poco diffusa nel mondo, specialmente in Italia.
Posso solo dire che l’Italia del Cattaneo è quella che conserva qualche probabilità di salvarsi da questo degrado politico, culturale, morale, economico. E l’Italia del Cattaneo è quella Cisalpina. A nord del Po, e forse anche in Emilia, esistono tracce di coscienza civile e anche di classi dirigenti sane. Poi c’è un’Italia centrale, quella toscana e umbra e marchigiana, che conserva le sue peculiarità, i suoi caratteri spiccati che affondano le radici nell’Italia comunale e rinascimentale. Il resto è un disastro che non saprei come salvare. Del resto Cattaneo ci tentò, andò a Napoli e resistette qualche giorno. Poi si arrese e se ne tornò nella sua Lugano, nella sua Svizzera.