Valentina Palmini – Silenzio
Bisogna imparare a stare in silenzio. O almeno imparare a tacere a noi stessi.
Bisogna imparare a stare in silenzio. O almeno imparare a tacere a noi stessi.
Il silenzio era più forte di loro, ma in quel silenzio c’erano più che parole.
Meglio una verità dolorosa, una frase sommessa, un agognato sospiro, che il silenzio infinito.
Ho silenzi pieni di mille, urlanti parole. E sentimenti trattenuti. E lacrime mischiate a dolore. Domande sospese. Attese. Ho nel cuore più di ciò che esprimo con gesti e parole. E lascio che sia il tempo a sciogliere nodi, a ristabilire le cose.
Il mio silenzio in certe situazioni è maledettamente “diabolico”.
Quando una persona parla per due è normale che l’altra stia zitta.
Il silenzio, forse ancor più della parola, è la forma di comunicazione più intelligente da usare con gli stupidi.