Valeriu Butulescu – Cielo
Come sembra povero il cielo quando sono finiti i fuochi di artificio!
Come sembra povero il cielo quando sono finiti i fuochi di artificio!
Le stelle sono nel cervello dell’uomo.
Degli esaltati si riconoscono subito: si impegnano con ogni mezzo ad ottenere quello che dicono di voler evitare.
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
Il sole muore spargendo il suo sangue per il mare.
Il cielo oggi… lo vedo in bianco e nero!Domani avrà un colore diverso?
Piange lacrime amare questo cielo che assiste ai nostri vani sforzi di toccare le nuvole.