Veronica Ceglia – Vita
Esisto sulla faccia della terra, esisto per chi mi vuole bene, esisto per chi mi odia, esisto per chi non mi sopporta, fatevene una ragione.
Esisto sulla faccia della terra, esisto per chi mi vuole bene, esisto per chi mi odia, esisto per chi non mi sopporta, fatevene una ragione.
L’istante occupa uno stretto spazio fra la speranza e il rimpianto, ed è lo spazio della vita.
Ho comperato una pistola a tamburo calibro 38, morirò per incontrare Dio.
La vita è un passo da gigante su un’isola di nani, quando ti volti per guardarla è già passata.
La vita è argento vivo: più ti ci aggrappi, più la ami, più ti fugge, più ti avvelena.
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell’andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare, perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell’orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull’asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell’umanità.
L’arroganza che deriva dall’età deve essere placata dall’insegnamento della giovinezza.