Vincent Van Gogh – Vita
A che sarei utile, a che potrei servire? C’è qualcosa dentro di me, ma cos’è?
A che sarei utile, a che potrei servire? C’è qualcosa dentro di me, ma cos’è?
Andare alla ricerca di una legge basilare è una sciocchezza e ancor più lo è reperirla. Un povero spirito decide che l’intero corso della storia umana può essere spiegato in termini di insidiose rotazioni di segni zodiacali o di lotta tra pance piene e pance vuote; assume un puntiglioso filisteo nel ruolo di collaboratore di Clio, e dà inizio ad un’attività commerciale all’ingrosso di epoche e di masse; e allora guai al privato individuum, con la sua povera doppia u, con i suoi disperati “ehi voi” nel folto delle ragioni economiche. Per fortuna, tali leggi non esistono: un mal di denti farà perdere una battaglia, una pioggerella abolirà un’insurrezione. Tutto sguscia via, tutto dipende dal caso, e del tutto vani sono stati gli sforzi in contrario di quell’acido borghese in pantaloni vittoriani a quadri, autore di Das Kapital, frutto dell’emicrania e dell’insonnia.
L’immortalità è il grande desiderio dell’uomo felice, la morte di quello infelice.
Il tempo passa e le cose che avrebbero dovuto cambiarci la vita, in realtà ce l’hanno solo sfiorata. Ma è solo sfiorandosi che possono nascere i brividi.
Chiedo scusa se non so più degnare certe persone di uno sguardo. Purtroppo la mia vita ha un valore ben diverso, Io stessa le do valore rendendola piena di persone ricche d’animo e di valori. Quelle ricche di convinzione e piene solo di se stesse le lascio fuori. Scusatemi se preferisco scegliere che accontentarmi. Io posso scegliere… Chi non ha altro si accontenta!
È vero che l’istinto non può essere spiegato, ma neanche può essere ignorato.
Viviamo pensando che la vita prima o poi debba cominciare. Ti trovi davanti ad un problema e dici “lo risolvo e poi andrà tutto bene”, hai un debito da estinguere e dici “finisco di pagare e poi tiro una boccata d’aria” “oggi è lunedì non vedo l’ora che arrivi il week – end”, “stringiamo i denti tanto tra un po’ arrivano le vacanze”; e intanto il tempo passa e noi crediamo che si possa vivere solo negli intervalli. Ma perché non riusciamo e renderci conto che la nostra vita è cominciata il giorno in cui qualcuno con un camice bianco ci ha dato uno schiaffo e abbiamo pianto e che da quel giorno in poi ogni attimo è stato e sarà vita compresi gli ostacoli da superare e le lacrime da versare. L’attesa della vita è vita sprecata e a consumarsi ci pensa già da sola.