Vincenza Molvetti – Angelo
Soffio di vento scompiglia i miei capelli, raggio di luce bacia il mio viso, ricordo sospeso rabbrividisce il mio cuore. È il tocco di un angelo che ha pervaso la mia anima.
Soffio di vento scompiglia i miei capelli, raggio di luce bacia il mio viso, ricordo sospeso rabbrividisce il mio cuore. È il tocco di un angelo che ha pervaso la mia anima.
È qui con te, credimi, non ti ha mai abbandonato. Il suo amore è eterno e lui ti sarà sempre vicino.
Che l’angelo più bello ti culli sulle note di una ninna nanna di stelle… ti avviluppi nel suo dorato mondo… e ti restituisca alla notte dolcemente… come una foglia che armonicamente scivola sfiorata dal vento… il sole poi ti dia il buongiorno regalandoti l’incanto di un giorno da vivere.
Ho guardato il cielo sperando di scorgere un tuo sorriso, ho cercato oltre le nuvole un tuo dolce sguardo, poi una stella si è illuminata accecandomi, ho chiuso gli occhi ed ho capito che non dovevo più cercarti perché eri già con me dove ogni battito mi diceva “hey, sono qui”
Mi è apparso l’angelo custode e mi ha ammonito dicendo: “Sii più buono con te stesso, e meno buono coi malvagi”.
Angelo, angelo, angelo. Perché diavolo la chiamano così. Quella lì non aveva timor di Dio come l’angelo del tempio. Era una sanguisuga, un abominio, una piaga della città, proprio come le piaghe che infliggeva alle sue vittime, che non guariscono più.
La pioggia: il pianto degli angeli.