Vincenzo Costantino – Felicità
Strade strade… parlate sempre di strade come se ne esistessero tante per la felicità, dopo tutto questo sangue versato non c’è ancora una strada in questo mondo d’illusioni.
Strade strade… parlate sempre di strade come se ne esistessero tante per la felicità, dopo tutto questo sangue versato non c’è ancora una strada in questo mondo d’illusioni.
Se desiderate tanto la felicità e la serenità, non capite che sono in nessun altro luogo al di fuori che in voi stessi?
Non tutti i giorni hanno colore, alcuni sono grigi, altri in bianco a nero, non per questo dobbiamo impedire al nostro cuore di riuscire ad intravedere l’arcobaleno che dentro di noi.
Voglio essere felice perché la felicità è un mio diritto. Perché me la devo conquistare lo so, ma è anche vero che il destino spesso o tende la mano o te la nega. Voglio essere felice perché me lo merito e perché riesco ad esserlo anche con poco… Mi bastano rapporti veri, ricchi di sincerità e rispetto… e credo sia proprio la delusione nello scoprire che non se ne trova quasi più ad impedirmi di essere felice ma a farmi conoscere sempre più spesso il sapore della delusione.
Dammi la mano. La mia si perde nella tua. Grazie di farmi sentire così piccola, tanto piccola da potermi nascondere nel tuo cuore.
Anche la morte aveva un cuore ma nessuno, per quanto fosse buio il suo destino, ha mai teso una mano.
L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione “sine qua non” di piccole e intermittenti felicità.