Vincenzo Danise – Filosofia
Il tesoro è nelle tue mani, non cercarlo altrove.
Il tesoro è nelle tue mani, non cercarlo altrove.
Come può dirvi chiunque, non sono un tipo gradevole: non so nemmeno cosa vuol dire. Ho sempre ammirato i cattivi, i fuorilegge, i figli di puttana. Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita che fa schifo. Sono loro che mi interessano. Sono pieni di sorprese. Ho anche un debole per le donnacce, quelle che si ubriacano e bestemmiano, che hanno le calze molli e il trucco sbavato. Mi interessano di più i pervertiti che i santi. Mi rilasso con gli scoppiati perché anche io sono uno scoppiato. Non mi vanno le leggi, la morale, le religioni, le regole. Non mi va di essere plasmato dalla società.
Prima o poi la menzogna è costretta ad abbassare gli occhi, di fronte lo sguardo della verità.
Quanto è diversa la semplicità di chi più sa da quella di chi non sa!
Più passa il tempo e meno tempo hai a disposizione per capire che non avrai mai tempo abbastanza.
Se rimani sulla spiaggia a fissare la superficie del mare, ti sarà negato il suo abisso. La profondità è uno sforzo, è l’andare incontro al profondo; è un incontro che dello scontro ha solo l’iniziale e ingannevole parvenza.
A volte invidio gli sciocchi, forse perché penso che siano più felici per le domande che non si pongono.