Vincenzo Trotta – Sogno
Non basta avere un cassetto colmo di sogni, bisogna anche avere la chiave per aprilro.
Non basta avere un cassetto colmo di sogni, bisogna anche avere la chiave per aprilro.
Se avessimo le aliper fuggire la memoriamolti volerebbero.Abituati a esseri più lentigli uccelli con sgomentoscruterebbero la folladi persone in fugadalla mente dell’uomo.
No, perché sei così fantastica che qualcuno rinuncia al paradiso pur di starti accanto.
Tu eri rapido, Morar, come un capriolo sulla roccia, terribile come una fiamma notturna nel cielo. La tua collera era una tempesta, la tua spada nella battaglia, un lampo sulla landa. La tua voce sembrava il torrente dopo la pioggia, il tuono grondante tra le montagne. Molti caddero sotto il tuo braccio; la fiamma della sua ira li consumò. Ma quando tu ritornavi dal combattimento, com’era calma la tua fronte! Il tuo viso era come il sole dopo la tempesta, come la luna nella notte silenziosa; il tuo seno era tranquillo come il lago quando è cessato il rumore del vento.
I sogni, come gli incubi, sono destinati a divenir leggiadra polvere al tenero e caldo sorgere del sole.
L’ultima illusione è la convinzione di avere perso ogni illusione.
Un uomo si giudicherebbe con ben maggiore sicurezza da quel che sogna che da quel che pensa.