Vincenzo Trotta – Vita
Se questa vita fosse soltanto un sogno potrei aprire gli occhi e asciugare le lacrime.
Se questa vita fosse soltanto un sogno potrei aprire gli occhi e asciugare le lacrime.
Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.
Perché nella vita ci sentiamo superiori agli altri, quando in realtà Dio ci ha creato tutti uguali!
Il libro della vita è sempre diverso da come avremmo voluto scriverlo. La trama è sempre opera di altri.
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell’andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare, perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell’orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull’asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell’umanità.
Si ponga un soggetto umanoNé troppo tristeNé troppo feliceSi collochi in un contestoDi collettivitàSi cerchi una nuova viaDi espressioneDove si giunge?In nessun luogo e ovunquePerché strano è il percorsoStrana la metaStrano l’inizioStrana la vita.
Se potessi guardare oltre ogni volta che non riesco a capire qualcosa, sarebbe più semplice. Se potessi solo domandandomi: “perché” avere la risposta sarei meno afflitta. Ma il “se si potesse” è qualcosa di illusorio. Solo il tempo aiuta in alcuni casi e spesso nemmeno lui riesce a rimuove completamente alcune cose e a dare risposte certe ad altre.