Paolo B. – Vita
Dicono che la vita non è un film… eppure gli attori e le comparse sono tante ed il regista uno solo.
Dicono che la vita non è un film… eppure gli attori e le comparse sono tante ed il regista uno solo.
Siamo gli attori ingenui su una scena di un palcoscenico misterioso e immenso.
Le parole nascono dalle nostre emozioni, escono dalle nostre bocche e resteranno scolpite nel tempo.
Venite pure avanti, voi con il naso cortosignori imbellettati, io più non vi sopporto.Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglioperché con questa spadavi uccido quando voglio.
Vivere nel passato ha una cosa a suo favore, è sicuramente conveniente.
La vita non è un gioco. È sopravvivenza!
Solo chi non ha paura di morire di mille ferite riuscirà a disarcionare l’imperatore.
Non può esserci una vita che ti svegli al mattino e aspetti che arrivi sera.
A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione.
Scoppieranno guerre per gli occhi delle donne.
“Voglio sposare una ragazza” dissi loro “in modo da poter riposare la mia anima insieme con lei finché entrambi non diventeremo vecchi. Non si può andare avanti continuamente… tutta questa frenesia e questo saltar qua e là. Dobbiamo arrivare in qualche punto, trovare qualcosa”.
L’uomo ha un universo dentro se stesso.
Mia madre mi ha dato la vita, la terra mi ha dato la danza.
Le promesse più difficili da mantenere sono quelle con se stessi.
Quando ogni giorno ci sembra più duro di quello precedente, quando le certezze che ci siamo costruiti si sgretolano di fronte a muri d’ipocrisia, quando infine cerchiamo dei segni del destino che ci donino una speranza nuova, afferriamo violentemente l’unica cosa che realmente ha un valore… la nostra Vita.Ripartiamo da lì, dalla consapevolezza che il nostro essere qui, in questo momento, in questo tempo, ha un suo significato… sta a noi trovarlo ed esaltarlo.
Siamo come le palle da biliardo in una partita fra giocatori inesperti: spinte continuamente in prossimità della buca senza mai finirci dentro, se non per caso.
La nostra immaginazione è tesa al massimo; non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste.