Giulia Guglielmino – Vita
Sono come in un labirinto: so cosa c’è oltre quel muro ma non so come arrivarci.
Sono come in un labirinto: so cosa c’è oltre quel muro ma non so come arrivarci.
La vita ci segna, ma non ci disegna.
La vita è un tavolo a quattro gambe: ci devono essere tutte per avere equilibrio.
La pazzia è la porta, che da nessuna parte scorta.
Il folle è l’incredulo cantore, che della vita ha spento il motore.
Al prossimo “sano” tendi la mano, dall’insano stanne lontano.
La vita è una strada, percorrila.
Il roveto è, da tempo immemorabile, l’ostacolo che ci sbarra la via. Bisogna che vada in fiamme, se vuoi proseguire.
Lo stile che ti appartiene nel tempo diviene. Lo stile copiato nel tempo perde fiato.
Ha il passo spento, chi in ogni fare cerca il proprio conto.Ha il passo certo, chi nel camminar non cerca applausi al proprio concerto.
Puoi anche dipingere la vita, ma non la puoi scarabocchiare.
Dalla perfezione cogliamo l’essenza di vivere, ma è dai difetti che cogliamo la bellezza della vita.
Il piccolo di cuore, ha mire alte nelle altrui fatiche.
Gli imprevisti sono tutti i colori che compongono il bianco se il “bianco” impersonificasse la “vita”.
Il respiro cadenza le emozioni che nascono con la vita.
È vano dire che gli esseri umani dovrebbero accontentarsi della quiete; gli uomini hanno bisogno dell’azione, e se non la trovano, la creano.
La vita è la palingenetica obliterazione dell’io trascendentale che si infutura nell’archetipo prototipo dell’autocoscienza cosmica.