Giorgio Caproni – Vita
Ah, giovinezza, come fu fragile il vento, fra i rami, della tua voce.
Ah, giovinezza, come fu fragile il vento, fra i rami, della tua voce.
Il mondo pensa solamente a sé. La vita, finché c’è, è per tutti!
Se non avessimo cuore non avremmo lacrime.
Il tempo cancella tutto, sì, tutto quello che non ti ha segnato.
Emozioni cantate,emozioni scritte,emozioni sospirate,emozioni nascoste nel cuore,emozioni buttate via da una lacrima.Questo siamo noi, navigatori solitari carichi di emozioni.Talvolta ci piace condividerle con il mondo intero, altre volte le proteggiamo talmente tanto da caricare la nostra anima fino a portarla quasi a scoppiare.
Un uomo che mostra le sue fragilità è un grande uomo.
Ho un passato talmente radicato, che spesso il presente non mi sfiora.
Siamo nati con la consapevolezza di galleggiare nell’acqua della vita non per annegarvi!
Per la mia vita cerco e devo cercare solo risposte.
Tutti noi portiamo il bagaglio della vita.Certo è pesantema è di appartenenza.Allora cosa fare?Ormai quello che è perduto non torna più.Allora carichiamoci di questo bagaglio ecamminiamo sempre guardando avantiil passato ne resta passatoil futuro ci aspetta per abbracciarci nellanuova avventura che si chiama felicità.
Non necessariamente occorre vincere per essere primi.
Le cicatrici servono a ricordarci che siamo sopravvissuti. Qualunque fosse il nostro inferno, che fosse di ghiaccio o di fuoco, l’abbiamo attraversato e ne siamo usciti. Le cicatrici servono a ricordarci gli ostacoli superati, l’impegno profuso: dimostrano quanto quel viaggio fosse difficile, provano il nostro coraggio e la nostra forza. Dicono che abbiamo scelto di rischiare, di sperare, che abbiamo scelto di vivere nonostante tutto e che, per questo, abbiamo vinto.
Un calore timido fluiva tra di loro, sguardi che spianavano l’anima.[…] a volte aveva l’impressione che si fossero trasferiti in un campo magnetico completamente diverso dal suo, in cui vigevano leggi e sentimenti (ma soprattutto assenza di sentimenti) che lei non riconosceva, un terreno ingombro di un filo spinato aggrovigliato in cui inciampava, vacillava, barcollava fino al ridicolo a ogni passo. […] Sospirò, pensando a come mai negli ultimi anni si fosse specializzata nel cercare segni di vita negli altri.
Purtroppo viviamo nella cultura del sospetto e dell’oscurantismo, la verità non è cio che è, ma ciò ve viene filtrato ed arriva alle orecchie. Una bugia architettata bene che va di bocca in bocca diviene verità per la massa.
La vita in un arco di tempo scaglia la sua freccia negli anni che scorrono come ruscello di montagna; e poi rieccoti in un tempo nuovo, i ricordi, le esperienze nel passato hanno formato il carattere per amare ancora di più questa splendida vita, solo noi capaci di raccogliere il positivo in questa dimensione liberiamo i nostri pensieri sicuri di non essere soli.
Avete mai provato quella sensazione improvvisa di time out del tempo, che ti guardi intorno ed è come se tutto si fosse fermato, immobilizzato improvvisamente. Persone, cose? Beh io sì, ed in quei momenti ho sempre pensato che fosse la vita stessa che ci veniva in aiuto a modo suo, trattenendo un lungo respiro che ci desse il tempo di ritornare in noi, e capire dove stavamo andando. Quei momenti di confusione, quando ci manca la bussola per ritrovare la strada di casa. Ma poi tutto si placa, le domande trovano le giuste risposte, gli occhi focalizzano nuovamente l’obiettivo, e tutto riparte. A volte bisogna solo prendersi del tempo per una fermata. A volte ne perdiamo troppo in soste inutili.
Senza la paura di vivere non si potrà mai provare il piacere di averlo fatto.