Maicol Cortesi – Vita
L’esperienza di morte riaccende la vita.
L’esperienza di morte riaccende la vita.
– Vi siete lasciati?- No… stiamo in pausa.- i film si mettono in pausa, non le storie d’amore.
La musica è il lievito della vita.
Ci sono oceani ancora da navigare prima che il libro della tua vita possa aver concluso di narrare il giro nel tuo mondo.
La vita è uno specchio che riflette la tua immagine nella sua.
In fin dei conti siamo lettere in viaggio, indelebile inchiostro di cuore su pagine d’eternità.
Sono nato nel mio mondo e farò di tutto per morirci.
Casa tua è un tempio che porti sempre con te; il resto è solo cemento e polvere.
A volte, un minuto sembra durare una vita intera.
Il tempo passa e ci porta via con sé. Lontano da qui.
Mi hanno accusato di predicare bene e razzolare male, ma la realtà è che cerco di predicare bene razzolando in troppi campi.
L’unica strada ad essere sempre priva di rischi e di incertezze, è quella che percorriamo fuggendo da ciò che non sappiamo gestire.
È meglio scegliere e sbagliare piuttosto che non scegliere affatto.
Immagino la vita come un lungo corridoio pieno di porte chiuse. Le apro tutte e in qualcuna entro, se non mi piace esco ed entro in un’altra.
La vita è difficile, dura, testarda, ostinata, imprevedibile, ma io lo sono di più! La vita gira tutt’intorno all’inutilità di leggi e numeri. Frequenze catastali, che non rispettano la serenità del mondo. Lascia la propria impronta senza fregarsene delle conseguenze. Agisce e ferisce, ma io testarda non mi abbatto e rimango qui ad affrontare ogni tipo di sfida. Senza guardare i numeri. Consapevole che se non combatto per me stessa e per quello che voglio rimarrò solo un’anonima sventurata che nel contemplare l’indifferenza è rimasta estraniata dalla priorità principale “vivere”. Vivere per davvero la realtà di quest’unica esistenza, plasmando i sogni a questa realtà sterile.
La vita è un percorso, un viaggio, un continuo cammino verso la conoscenza del proprio io.
In questo fermo stare, stagnante e rassegnato, qualcosa non dovrebbe eppur si muove. Galantuomo lui, si fa chiamare, perché restituisce ciò che un giorno tolse, intanto ci consuma e fa cambiare, e ciò ch’è stato… non può più tornare.