Michele Sannino – Vita
La vita è come un grande libro, chi lo legge fa due cosa: comprende e non impara, oppure legge, impara e diventa una persona colta.
La vita è come un grande libro, chi lo legge fa due cosa: comprende e non impara, oppure legge, impara e diventa una persona colta.
Ho pensato che se proprio si devono salire i gradini nella vita, scelgo almeno il rivestimento a colori.
Ci chiediamo perché viviamo, e una vita non basta per capirne il senso.
Con le delusioni che si accumulano si inizia a non credere più a nessuno, a non fidarsi più delle persone. Tante cose “sembrano” e poi non “sono”. Questo è il motivo per cui servono i fatti e non le parole, che molto spesso volano via.
Nella nostra vita, a volte, un breve e piccolo istante è capace di regalarci i momenti più felici ed indimenticabili.
Una dimostrazione d’affetto, o ancor meglio d’amore, è un riconoscimento più “appariscente” e clamoroso di una manifestazione di rispetto.
L’istinto ci rende inevitabilmente superficiali nelle scelte, al pari delle gazze che si lasciano attrarre dalle cose luccicanti piuttosto che da quelle preziose.
Nella mente ci sono i limiti che devono essere trascesi, andando oltre, liberando ciò che il senso comune, i pregiudizi possono registrare.
Ho già avuto il meglio, ora voglio lo straordinario.
La vita è fatta di: tanto cuore, un po’ di emozione, un po’ di passione, un po’ di delusioni, un pizzico di rabbia e molta molta pazienza, il tutto amalgamato per godersela. Ecco, questa è la vita.
Spesso nella vita, come in amore, si condivide tutto, anche le cose negative. Ed è in quel frangente che si scoprono i caratteri.
Viviamo in un mondo di promesse, fatte da bocche senza onore.
Bisogna imparare a trasformare le delusioni in lezioni da imparare.
Forti ci diventiamo dopo aver lottato e perso, dopo essere caduti ed esserci fatti male, dopo aver pianto e urlato fino allo stremo. Alla fine capiamo che tutto questo ci ha resi diversi.
L’umiltà è il sangue che fa battere il cuore, l’arroganza il colesterolo che ti uccide.
Mentre tu aspetti chi si ricorda di te, tu dimentichi di vivere.
Vivo d’istinto, non di ragione.