Voltaire (François Marie Arouet) – Vita
“Che cos’è quest’ottimismo?” dice Cacambo. “Ah – risponde Candido – è la maniera di sostenere che tutto va bene quando si sta male”.
“Che cos’è quest’ottimismo?” dice Cacambo. “Ah – risponde Candido – è la maniera di sostenere che tutto va bene quando si sta male”.
Vi è molta superficialità nella gioventù d’oggi, e questa impedisce la nascita di sentimenti veri, forti e duraturi. Ora si vive alla giornata: emozioni forti vissute una dietro l’altra sino al raggiungimento di una fine scontata.
Se vogliamo cambiare “gli altri” e solo perché non siamo soddisfatti di noi stessi.
Il rispetto è attaccato al muro della SuperbiaBevuta a lunghi sorsiPorta alla cecità dell’Incoerenza.
La flessibilità spesso diventa l’arma migliore per sconfiggere il destino avverso. Esattamente come il giunco che sotto i forti venti si piega proprio per non spezzarsi.
La vera generosità è silenziosa; l’egoismo, l’ostentazione, urlano, ma lei no. Lei timidamente fa senza parlare, senza farsi sentire. La sente solo il cuore e l’anima di chi riceve la sua “carezza”.
Accade che un giorno ti guardi allo specchio e non sei più tu. Osservi la fronte più ampia, il pozzo più scuro degli occhi, ti soffermi sull’intreccio sottile di rughe. Capisci di essere solo, non di esserlo diventato ma di esserlo stato da sempre. Si nasce e si muore soli, due eventi grandiosi con un unico protagonista e tra questi si evolve la vita che spesso è un monologo contraddittorio nel continuo tentativo di ovviare alla solitudine, un cercare di uscire da questa realtà intrinseca. Si tendono mani, si trovano occhi, si ascoltano voci, tutto per sentirsi meno perduti. L’errore più grande è voler mettere la propria felicità nelle mani di un altro. L’errore più grande è illudersi di non essere soli.