William Shakespeare – Amico
In nulla mi considero felice se non nel ricordarmi dei miei buoni amici.
In nulla mi considero felice se non nel ricordarmi dei miei buoni amici.
Perfino quando la scelta è concorde la guerra, la morte, la malattia assediano l’amore, lo rendono momentaneo come un suono, furtivo come un’ombra, fuggevole come un sogno, breve come un lampo che in una notte nera sveli, ad un tratto, cielo e terra ma, prima che si possa dire “guarda” le mascelle del buoi l’hanno divorato. Così, in un istante, svanisce ogni cosa che brilla.
In occasione dell’anniversario dalla scomparsa di un caro amico, mi piace ricordarlo, con il suo simpatico cavallo di battaglia. Tra il serio e il faceto, definiva le donne cosiddette “rifatte”: mezze donne e mezze linoleum.
Quand’è forte l’amore, anche il più lieve sospetto è già paura; e se il timore…
“Figliuol mio,” disse ‘l maestro cortese, | “quelli che muoion nell’ira di Dio | tutti…
Se per popolare si intende vicino alla gente in modo che possano riconoscermi in loro come amico, si sono popolare!
Un uomo senza un “vero amico” è come un poeta senza penna… è come un cavaliere senza spada… è come una pianta senza acqua.