William Shakespeare – Destino
Sono le stelle, le stelle sopra di noi, che governano la nostra condizione.
Sono le stelle, le stelle sopra di noi, che governano la nostra condizione.
Ogni uomo è figlio delle proprie azioni, e giacché son uomo posso pure diventare papa.
Nulla può fermare il destino.
Futuro! Sentinella del cambiamento.
Tempo aggredito, rapito, assoggettato, nelle strade cambiate dalla mano che tutto prende. Ecco il millennio dell’infinito: Cristo ha vinto. Le sue risate di vittoria riecheggiano nello spazio introverso, tra le mura dell’interminabile prigione, l’amara conquista di specchi e di vite replicate sino all’uno finale, dove non resterà altro che non somigli a se stesso, fino ad annullarsi. Assoggettando tutti gli elementi in un grido disperato di morte, re infelice e vittorioso che tutto ha conquistato, niente ha avuto. La mensa è vasta quanto l’universo fino ai suoi limiti. La mensa è l’universo, che sembra dilatarsi nell’immortalità immorale, a prezzo dell’anima. E all’estremo, finirà nel silenzio di conquiste e mattanze lontane di mondi ancora ignari.
La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo l’amore: più te ne do e più ne ho, perché entrambi sono infiniti.
Così con un bacio… io muoio.