William Shakespeare – Destino
La disgrazia ci fa conoscere strani compagni di letto.
La disgrazia ci fa conoscere strani compagni di letto.
Cammino piano, mi fermo, penso, rifletto, guardo dietro di me, poi corro ma non fuggo, giro l’angolo e mi fermo a guardare, osservo, non mi piace e allora ricomincio a correre, ho il fiatone, mi tocca rallentare. Ma dove sto andando? Non si fugge al destino.
Non credere più a nessunoquando puoi credere nel tuo.Fottiti dei pensieri dei giudizi degli altrivalgono nientequesto mi piacemi piace moltofottermene di voiil tuo giudizio non mi sfiorasai parlare è veroquesto mi piaceperché quello che agiscesono io.
Solo e sempre un finale amaro, un finale inaspettato, un finale assassino.
Nel libro della vita ciò che è scritto con la penna del cuore non verrà logorato dal tempo.
Resta il dubbio se sia effettivamente il tempo rivelatore oppure prevalga la pigrizia nel recitare da parte dell’attore.
Fermare il tempo è impossibile, ma solo io so quante volte avrei voluto fermarlo in quei brevi attimi di estrema felicità, per la paura che quella persona e quella sensazione svanissero.