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Zdenek Zeman – Sport

Marcare a uomo? Non dirò mai a un mio calciatore di giocare solo per controllare un avversario.

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  • Giuseppe Catalfamo – Sport

    Il Calcio Deve Restare Marcio.Nobile e sentimentale il presidente FIFA Blatter (curioso cognome levando la “r” finale).Ha sempre dichiarato che la moviola in campo affievolirebbe la passione nei tifosi e comunque il calcio non dev’essere stravolto da tecnologie che toglierebbero tempo e fascino.Ricordo che Blatter ha istituito la regola dei 3 punti per la vittoria, ha varato la regola che il portiere non può toccare con le mani la sfera su retropassaggi difensivi, aveva imposto la regola del golden-gol, fortunatamente abortita dopo breve, pensate, non esisterebbe Italia-Germania 4-3.Inoltre son state introdotte normative fantasiose quali il fuori-gioco attivo e passivo, il fallo di mano volontario o con movimento non congruo.Palle, palle, palle, palle, palle, palle, palle, niente altro che grandissime palle!Tutte norme e regole volte esclusivamente a far sì che l’arbitro possa avere quasi totalità discrezionale nella direzione.Fosse vero che il calcio ha fascino per regole antiche perché introdurre queste.Dirò di più, se queste norme fossero introdotte al contrario sarebbero utili.Pensate come sarebbe semplice, il fallo di mano e il fuori gioco lo sono sempre senza tante balle,invece dei 3 arbitri (il 4°uomo e i 2 dietro le porte che servono a nà ceppa) uno solo a bordo campo con la moviola, così vedrebbe dal campo più quello che tutti vediamo a casa.Il margine d’errore sarebbe ridicolo.Non esiste uno sport che possa esser falsato da un direttore di gara come il calcio.Perfino lo sport forse più antico, certamente più nobile qual è il tennis ha introdotto da tempo la moviola in campo.Troppi interessi scorrono, società quotate in borsa, impressionanti movimenti di scommesse, diritti televisivi etc etc.Esimio Blatte è il lampante esser vilipesi (presi per il culo) che affievola passioni nel tifoso.

  • Charles Sprawson – Sport

    La qualità principale necessaria ai nuotatori – mi disse ancora Rose – è quella di “sentire l’acqua”. Essi dovrebbero usare braccia e gambe come i pesci le pinne, e saper avvertire la pressione dell’acqua sulle mani per mantenerla nel palmo durante la bracciata, senza lasciarla scivolar via tra le dita. Rose credeva che potessero avere successo solo quelli che, come i rabdomanti, avevano un’affinità naturale con l’acqua. Talvolta poteva diventare un’ossessione, come nel caso di Rick de Mont, che con il suo stile perfetto vinse una medaglia d’oro nel 1972… Ora vive a Tucson, ai margini del deserto dell’Arizona, e si dedica alla “ricerca spirituale dell’acqua”. Come un veggente, riesce a percepire dove è probabile che nel deserto, dopo una pioggia, scaturisca improvvisamente un ruscello, e registra la sua momentanea presenza con degli acquerelli. Grandi quadri a olio, ispirati dai suoi sogni, rivelano indistinte figure di pesci preistorici che nuotano nei fiumi della giungla. De Mont ama il suono dell’acqua, ama sentirsela sulle mani e sulle gambe e, come i sogni, essa lo “costringe” a esprimersi.